Home News SPAL, Di Biagio ci crede: “Non siamo ancora spacciati”. E su Petagna…

SPAL, Di Biagio ci crede: “Non siamo ancora spacciati”. E su Petagna…

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Petagna esulta dopo il gol decisivo in Parma-Spal
Petagna esulta dopo il gol decisivo in Parma-Spal

Gigi Di Biagio crede ancora nella salvezza della sua Spal che domani sera affronterà il Milan a Ferrara con fischio di inizio alle 21.45 

È un Di Biagio tutt’altro che rassegnato quello che si è presentato quest’oggi in sala stampa per la conferenza pre gara tra Spal e Milan. “Ho visto una squadra in crescita fisicamente – ha dichiarato il tecnico spallino -. Sulla carta, quella col Napoli, era una partita proibitiva. Non ho da rimproverare niente ai ragazzi, se non essere più convinti e coraggiosi in fase di attacco perché si può fare male. Abbiamo dato tutto ed è un segnale importante. Alla fine della sfida del San Paolo ho avuto sensazioni diverse rispetto alla gara con il Cagliari. Ho visto cose migliori e gli occhi dei ragazzi mi sono piaciuti. La gente ci crede spacciati ma non è così per me. Siamo vivi e da domani dobbiamo dare una ulteriore accelerata”. Di Biagio, come si legge su tuttomercato.web, ha parlato della crescita di Murgia (M/C al mantra): “Lo sto utilizzando poco ma quando l’ho chiamato in causa ha fatto bene. Starà a lui fare il saltino di qualità perché è nelle sue possibilità. Lui per primo deve dare qualcosa in più, lo stiamo aspettando e in lui credo molto”.

Problema fisico ma non psicologico

L’ ex CT della Nazionale Under 21 si è soffermato anche su quelle che potrebbero essere le cause del calo di rendimento dei suoi: “Purtroppo ci siamo fermati sul momento più bello. Ora siamo ripartiti, ma più che di tipo psicologico penso sia un problema fisico e di ritmo, che per squadre come la nostra è un aspetto fondamentale. Io sono convintissimo che già da domani avremo una squadra viva e vogliosa che darà un filo da torcere al Milan. Non posso prescindere dalle mie convinzioni”. Infine un pensiero sulla condizione di Petagna (Pc):“Avere ancora trentasei ore dalla partita vuol dire avere un terzo del recupero. Lui e altri verranno valutati fisicamente. Io lo vorrei sempre in campo. Devo capire però come gestire le risorse e le nostre forze. Vediamo”.